mercoledì 8 ottobre 2008

Flaminio. I reperti per ora saranno coperti, poi ci sarà un vetro

Flaminio. I reperti per ora saranno coperti, poi ci sarà un vetro
EDUARDO LUBRANO
MERCOLEDÌ, 08 OTTOBRE 2008 la Repubblica -- Roma

L´appuntamento del rugby era in forse dopo la scoperta della necropoli sotto le tribune: nuove scale salvano il "Sei Nazioni".

Un lavoro da circa dieci milioni diviso in tre fasi.

Il "Sei Nazioni" di rugby si farà: il delegato allo Sport del sindaco, Alessandro Cochi, ha ribadito che la città terrà fede agli impegni presi e Roma non perderà uno dei grandi eventi sportivi già programmati. Sul Sei Nazioni del prossimo febbraio si erano addensate nuvole minacciose dopo il ritrovamento dei resti di una antichissima necropoli sotto una delle tribune dello stadio Flaminio. I lavori necessari alla pulitura dei resti archeologici hanno reso inaccessibile dall´esterno la tribuna autorità e quelle limitrofe.
«Stiamo completando i lavori per la realizzazione di due grandi scale all´esterno della tribuna che saranno fisse per tre anni, in modo da consentire al pubblico di entrare allo stadio. Un lavoro da circa dieci milioni diviso in tre fasi. I reperti per adesso saranno coperti, ma con la sovrintendenza ai Beni archeologici stiamo pensando di mettere un vetro in modo da farli vedere anche al pubblico del rugby, a partire dal 2010. Una cosa che all´estero piace molto e che sappiamo già che avrà un certo successo».
Il Flaminio si inserisce nel quadro generale della questione impianti a Roma: «Entro 12 mesi - ha detto ancora Cochi - sarà pronto il piano regolatore degli impianti della città. Alcuni necessitano di interventi importanti: lo stadio delle Aquile, per esempio, per il quale bisogna pensare a una situazione più decorosa di quella che c´è adesso». E poi c´è la questione Acqua Acetosa, l´impianto per il quale Comune (proprietario) e Coni Servizi si erano accordati per la cessione sulla base di dieci milioni ma ancora l´accordo non si chiude. Prosegue Cochi: «Nel 2010, centenario del Giro di Italia, vogliamo portare nella capitale una tappa, la prima o magari l´ultima». E poi il dialogo avviato con l´Arma per recuperare l´aula bunker del Foro Italico, ed i lavori ormai imminenti del Tre Fontane, destinato a diventare il centro per gli atleti paralimpici.